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  • Materiale esterno: Pelle
  • Fodera: Pelle
  • Chiusura: Senza chiusura
  • Tipo di tacco: Senza tacco
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quando a Madrid i treni locali furono fatti esplodere da alcuni simpatizzanti di Al Qaeda. Uno degli obiettivi era indebolire il sostegno spagnolo all’intervento militare in Iraq e quindi influenzare le elezioni. La Spagna era anche un bersaglio particolare a causa del significato storico del regno islamico dell’Andalusia, ceduto alla cristianità novecento anni fa.

Le autorità spagnole erano consapevoli della minaccia e, a Natale, avevano cercato di rafforzare la protezione degli spazi pubblici. Un piano per usare un camion contro i pedoni era stato sventato a novembre . Sono stati studiati paletti, blocchi di cemento e altre barriere. La raccolta di informazioni è stata aumentata.

a forza intimidatrice» di un’associazione di tipo mafioso non deve essere esclusivamente fondata sulla «violenza» ma anche sulla «contiguità politica ed elettorale» che trova nel «metodo corruttivo» la sua peculiarità. Così  nella primavera del 2015  la sesta sezione penale della Corte di Cassazione (presidente Antonio Agrò e relatore Gaetano De Amicis) confermava l’impianto accusatorio della Procura di Roma: l’allora ipotizzato clan di Massimo Carminati era una mafia secondo i parametri sanciti dall’articolo 416 bis del codice penale.

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Una pronuncia che avrà un peso nell'appello  
Una pronuncia cautelare - assieme a quelle del Tribunale del Riesame e del giudice per le indagini preliminari - che inevitabilmente avrà un peso nel ricorso che i pm capitolini sono pronti a presentare, dopo la sentenza della X sezione penale che ha riqualificato l’associazione mafiosa in associazione semplice. La sentenza della Cassazione non è di poco conto, perché ha riconosciuto la genuinità di questa indagine coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Paolo Ielo e dai sostituti Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli.

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Forza intimidatrice nella corruzione  
Gli ermellini diedero una visione più ampia della forza intimidatrice dalla quale derivano «l’assoggettamento e l’omertà» che può trovare conferma in una «sistematica attività corruttiva» che «esercita condizionamenti diffusi nell’assegnazione di appalti, nel rilascio di concessioni, nel controllo di settori di attività di enti pubblici o di aziende pubbliche». Un’analisi che inevitabilmente rischia di collidere con questa decisone dalla X sezione penale del Tribunale di Roma (presidente Rosanna Ianniello, giudici Renato Orfanelli e Giulia Arcieri), che escludendo l’esistenza dell'articolo 416 bis ha smontato parte del procedimento. C'è da dire che il collegio di primo grado ha ritenuto sussistenti tutte le ipotesi di reato legate a fatti corruttivi e di estorsione, oltre che di turbativa degli appalti pubblici.

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